Una mamma fantastica ha creato degli apparecchi acustici particolari per si che i bambini con problemi si sentano più sicuri

Essere bambini a volte è proprio dura. Se hai gli occhiali, per esempio, la cosa più carina che ti possono dire è “quattrocchi” e a quell’età – di solito quando si passa dalla scuola materna alle elementari – non è una cosa facile da mandare giù.

Per certi bambini, poi, l’esperienza è ancora più difficile. Gli occhiali sono ancora una “protesi” relativamente comune e al giorno d’oggi alquanto normale, ma altri aiuti per i bambini con disabilità sono senz’altro più difficili da portare, perché attirano la curiosità non sempre benevola dei compagni di classe.

È il caso degli apparecchi acustici. Ci sono bambini che nascono sordi, parzialmente, a causa per esempio di un virus contratto dalla mamma quando era in gravidanza.

È il caso del piccolo Freddie, quattro anni, che è nato prematuro e che è sordo dall’orecchio destro e parzialmente sordo dall’altro a causa del citomegalovirus preso dalla sua mamma Sarah Ivermee quando era incinta di lui.

Nel caso di Freddie l’esperienza della protesi acustica si è rivelata felice, perché il bambino non si è mai rifiutato di indossare l’apparecchio e non lo ha mai vissuto come qualcosa che lo rendeva diverso dagli altri.

Ma non è così per tutti i bambini. È per questo che a un certo punto mamma Sarah ha avuto l’idea di personalizzare l’apparecchio della figlia di una sua amica applicandoci sopra degli adesivi colorati per unghie.

La cosa ha immediatamente suscitato la curiosità dei compagni (e soprattutto delle compagne) della bambina e quella protesi che prima, almeno per qualcuno, era un oggetto di derisione adesso era diventata un oggetto di ammirazione e forse perfino di invidia.

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Adesso la signora Ivermee ha deciso di fare un business sociale di questa idea nata un po’ per caso.

Si sa, l’amore di una mamma può spostare anche le montagne.

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