Covid-19: se l’aria è inquinata hai più probabilità di morire, lo dice una ricerca di Harvard

covid e inquinamento

I malati di Coronavirus che abitano nella aree con più inquinamento dell’aria (da combustibili fossili) hanno una maggiore possibilità di morire: lo dice uno studio della T.H. Chan School of Public Health di Harvard.

Si tratta di una ricerca condotta su tutti gli Stati Uniti e che forse potrebbe spiegare perché, in Italia, la Lombardia è stata colpita più pesantemente delle altre regioni.

 La ricerca di Harvard

Gli esperti della Harvard T.H. Chan School of Public Health hanno analizzato i dati di mortalità per Covid-19 in più di tremila contee di tutto il Paese e hanno trovato che chi aveva vissuto per decenni in aree caratterizzate anche solo da un moderato aumento delle particelle chiamate PM2.5 aveva un più elevato rischio di morte.

Le fonti più importanti di inquinamento da PM2.5 sono gli scarichi delle auto e quelli degli impianti energetici. Aumenti di solo un microgrammo per metro cubo secondo gli esperti determinano un aumento del 15 per cento del tasso di mortalità per Covid-19.

Gli esperti di Harvard scrivono tra l’altro che “Un piccolo aumento nella esposizione a lungo termine alle PM2.5 conduce ad un grande aumento della mortalità per Covid-19, con un ordine di grandezza di venti volte quello osservato per le PM2.5 e le altre cause di morte”.

Tra l’altro ci sono altri studi americani che hanno mostrato come le comunità di colore siano più colpite di altre. Per motivi socio-economici, soprattutto, perché ad esempio abitano spesso nelle aree più vicine alle grandi vie di traffico.

Uno studio del 2011 della University of Southern California e della RAND Corporation trovò che gli afro-americani avevano più del doppio della possibilità di finire in ospedale per l’inquinamento dell’aria rispetto ai bianchi.

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Quanto al Covid-19, basti pensare che in Louisiana i neri sono il 33 per cento della popolazione, ma rappresentano il 70 per cento delle morti per Coronavirus, mentre in Wisconsin sono il 26 per cento, ma rappresentano i tre quarti di tutte le vittime del virus.

Tutto questo mentre l’agenzia federale per la protezione dell’ambiente (EPA) il mese scorso ha emesso un’ordinanza che ribalta i più restrittivi standard di emissione per le auto adottati a suo tempo dall’amministrazione Obama.

Le nuove regole – ovviamente ispirate dall’amministrazione Trump – consentiranno alle auto e ai camion leggeri di emettere cumulativamente più di un miliardo di tonnellate di anidride carbonica durante la vita utile dei mezzi circolanti nel Paese.

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