Documento dei pediatri italiani sull’obesità. Decisivi i primi mille giorni di vita, gravidanza inclusa

I dati riguardanti l’obesità infantile in Italia sono allarmanti. Le statistiche contenute nel documento “Diagnosi, trattamento e prevenzione dell’obesità del bambino e dell’adolescente” (https://docs.sip.it/Consensus_Obesita_2017.pdf) mostrano infatti che un bambino su dieci è obeso, altri due sono in sovrappeso.

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A destare maggiore preoccupazione è anche un altro dato: il 50% dei bambini obesi non riuscirà ad uscire da questa condizione. In altre parole, sarà obeso anche in età adulta.

Perché i genitori dovrebbero essere seriamente preoccupati?

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Obesità e sovrappeso sono la causa di alcune gravi patologie che condizionano notevolmente la vita dell’individuo, fino a ridurne le aspettative. Diabete, livelli di colesterolo alto, grassi accumulati nel fegato e pressione alta nei bambini e negli adolescenti sono oggi più comuni di quanto si possa pensare.

Le conseguenze sono note: diabete, arteriosclerosi, malattie cardiovascolari e epatiche possono colpire i soggetti interessati fin dall’età adolescenziale.

I disturbi legati all’alimentazione non si fermano però al cuore, al fegato e agli altri organi vitali. A soffrire della condizione di obesità e sovrappeso è la sfera psicosociale del bambino o del ragazzo: la diversità e il giudizio altrui influenzerà le scelte sociali e scolastiche, fino a raggiungere, nei casi più gravi, il rifiuto della società.

Di chi è la colpa?

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I genitori dovrebbero essere consapevoli delle proprie responsabilità. Se l’educazione alimentare impartita ai bambini è importante, si rivela ancor più fondamentale il comportamento in fase di allattamento e durante i primi anni di vita.

Secondo alcuni studi, per evitare di complicare la vita della propria prole in futuro, è necessario svezzare i bambini nei termini comunemente riconosciuti dalla comunità scientifica.

Gli zuccheri aggiunti dovrebbero essere proibiti: nei primi anni di vita sono assolutamente da evitare, ad esempio, succhi di frutta confezionati e altri alimenti in cui sono gli stessi genitori ad arricchire con zucchero.

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Giunti all’adolescenza, dovremo assicurarci che i ragazzi capiscano i rischi degli energy drink e dell’alcool, le cui conseguenze si presenteranno inevitabilmente nel tempo.

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