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Se senti di non riuscire a progredire nella vita, ricorda sempre questo insegnamento

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Quando senti di non riuscire a progredire nella vita, ricorda questo apologo

Tante cose da fare e così poco tempo per farle. È la storia della nostra vita, soprattutto in questi tempi convulsi ed esigenti, in cui a tutti quanti si chiede ogni giorno di fare così tante cose che le ore sull’orologio non bastano a contenerle…

Non fa dunque meraviglia che in un mondo così frenetico alcuni si sentano senza fiato, bloccati, paralizzati dall’angoscia di dover fare troppe cose e di non sapere da dove cominciare.

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A chi di noi non è mai capitato di sentirsi come un criceto sulla ruota: corri, corri e hai la netta sensazione di non stare andando da nessuna parte.

Anzi, peggio: corri per rimanere sempre nello stesso posto, che poi è il contrario di vivere.

Vivere una vita piena e produttiva, infatti, implica per definizione di approdare in luoghi diversi, fare esperienze nuove, conoscere persone, affrontare sfide.

Ebbene, se ti senti come il classico criceto, il racconto che stiamo per illustrarti forse potrà darti una mano a ritrovare la rotta.

Quando senti di non riuscire a progredire nella vita, ricorda questo racconto

affila la tua ascia

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È il racconto o apologo del boscaiolo

Fa così: “C’era una volta un boscaiolo che si presentò a chiedere lavoro in una segheria. La paga era buona e le condizioni di lavoro ancora migliori.

Il primo giorno il caporeparto gli diede un’ascia e gli assegnò una zona della foresta. L’uomo, pieno di entusiasmo, in una giornata abbatté ben diciotto alberi.

“Complimenti, va’ avanti così”, gli disse il capo. Incitato da quelle parole, il nostro boscaiolo decise che il giorno dopo avrebbe fatto anche meglio, così quella sera andò a letto presto.

La mattina dopo, però, nonostante l’impegno non riuscì ad abbattere più di quindici alberi. “Devo essere stanco”, pensò, e così decise di andare a dormire al tramonto.

All’alba si alzò deciso a battere il record dei diciotto alberi, ma quel giorno non riuscì ad abbatterne neppure la metà.

Il giorno dopo furono sette, poi cinque. Poi, l’ultimo giorno, passò un intero pomeriggio cercando di abbattere il suo secondo albero.

Preoccupato per quello che avrebbe pensato il suo capo, il boscaiolo andò a raccontargli quello che gli era successo, giurando e spergiurando che si stava sforzando ai limiti dello sfinimento.

Al che il suo capo gli domandò: “Quand’è stata l’ultima volta che hai affilato la tua ascia?”.

“Affilarla? Non ho avuto tempo di affilarla: ero troppo occupato ad abbattere alberi”.

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La morale della favola? Individua qual è la tua priorità e perseguila senza farti distrarre da altro. Se ti concentrerai su quello che per te conta davvero, vedrai che alla fine i risultati arriveranno.


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