Tre medicinali che possono danneggiare le ossa e aumentare il rischio di fratture

Tre medicinali che possono danneggiare le ossa.

Tutti sappiamo che qualunque farmaco può avere degli effetti collaterali. Del resto, non è per caso che in greco antico pharmakon significava sia farmaco che veleno.

 

In questo articolo ci chiediamo, in particolare, se l’uso prolungato di certi farmaci possa danneggiare le ossa.

Di questi medicinali potenzialmente pericolosi se ne possono individuare almeno tre.

Tre medicinali che possono danneggiare le ossa

Uno. I corticosteroidi. Questa classe di medicinali interferisce con la formazione delle ossa e allo stesso tempo ne stimola il riassorbimento, il che accelera in maniera significativa la perdita di densità ossea.

Negli Stati Uniti alcuni ricercatori hanno stimato che il venti per cento di tutti i casi di osteoporosi che si hanno nel Paese siano dovuti all’uso dei corticosteroidi.

Si stima che il 50 per cento dei pazienti che assumono questi farmaci a lungo andare possano sviluppare fratture ossee.

L’uso sporadico o a breve termine di questi medicinali dà un minor rischio di sviluppare fratture, ma se l’assunzione si protrae nel tempo si può mettere in pericolo la resistenza ossea.

È stato dimostrato che 5 milligrammi al giorno sono già sufficienti per aumentare il rischio di fratture.

È quindi consigliabile cercare alternative ai corticosteroidi e usarli solo quando è strettamente necessario e per il minor tempo possibile.

Tra i corticosteroidi più comuni ci sono il beclometasone, betametasone e il cortisone.

Due. Gli antiacidi. Gli antiacidi riducono di molto la produzione di acido cloridrico nello stomaco e quindi, probabilmente, anche l’assorbimento dei nutrienti.

È documentato che gli antiacidi possono aumentare il rischio di frattura dell’anca, del polso e della colonna.

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Si è ipotizzato che anche i farmaci inibitori del recettore H2 (cimetidina e ranitidina, per esempio) possano impattare sull’assorbimento dei nutrienti, ma non sembra che aumentino il rischio di fratture come gli inibitori della pompa protonica (i prazoli).

 

Si è però visto che anche con questi medicinali si produce una perdita ossea nei casi in cui non ci sia sufficiente assunzione di calcio e vitamina D.

Tre. Gli antidepressivi. Parliamo degli “inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina” (ISRS): alcuni studi sembrano suggerire degli effetti diretti sulle ossa, ma non sembrano essere conclusivi.

Che fare?

Non è sempre possibile evitare queste medicine, ma spesso si possono prendere delle contromisure cambiando la dieta e lo stile di vita in modo da diminuire la necessità di prendere questi farmaci.

Adesso che sai quali sono i medicinali che possono danneggiare le ossa, ne puoi parlare col tuo medico: lui saprà dirti come minimizzare i rischi.

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