Tre ottimi modi di allenare il cervello. Ecco come smettere di preoccuparsi per tutto

tre modi di allenare il cervello

Tre modi di allenare il cervello a combattere ansia e stress

Lo sappiamo, l’ansia è una brutta bestia. Non allenta mai la presa e ti rovina anche le buone giornate.

Perché se una cosa ti è andata bene, lei subito ti fa pensare alle sfide che ti attendono, e in particolare a tutte le cose che potrebbero andare storte.

Già, perché questo è quel che fa l’ansia patologica: ti costringe perennemente sulla difensiva, ti obbliga a pensare sempre al peggio, ti dà l’orribile sensazione che una tragedia sia sempre lì lì per accadere, anche se poi non succede nulla.

Tu intanto però ti sei mangiata le unghie e rovinata le giornate pensando a quel che poteva essere.

Intendiamoci, un minimo di ansia e di stress nella vita sono salutari, se no si è come un cuor contento un po’ scemotto che non si rende conto delle possibili infinite conseguenze delle proprie azioni.

Un minimo, però. Oltre quella soglia scatta la preoccupazione patologica. Contro la quale però qualche arma ce l’abbiamo, per esempio il caro, vecchio training autogeno.

Ora, non è facile mettere il cervello in folle, per così dire. Volenti o nolenti, pensiamo sempre a qualcosa, che sia il passato, quel che ci succede qui e ora o il futuro.

Ci sono però dei metodi applicando i quali si può imparare a mantenere il cervello in stato di rilassamento per la maggior parte del tempo.

Tre modi di allenare il cervello a combattere ansia e stress

Uno. La meditazione. Puoi provare a “scollegare” il tuo cervello da ciò che ti circonda e a meditare su cose più alte. Tipo “che ci faccio io qui?”, “qual è lo scopo di tutto questo?”.

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È chiaro che sono domande senza risposta, ma il punto non è rispondere, il punto è impegnare il cervello in qualcosa che non sia il nostro futuro, qui e ora. In altre parole, pensi al destino della specie, non al tuo individuale.

Ma è chiaro che puoi meditare su qualunque altra cosa, basta che non siano i piccoli e abbastanza irrilevanti casi tuoi.

Tutto ciò è ancora troppo generico? Te lo concediamo: prova allora a mettere a confronto l’immensità dell’universo con la finitezza imbarazzante della tua persona. Relativizzare è la chiave di tutto. Diciamo che su scala galattica i tuoi problemi tendono a sbiadire un pochino…

Due. Fai dell’attività fisica regolare. Aumenta le endorfine e ti aiuta di per sé a staccare la spina dai tuoi guai. Ne guadagnerai in salute, sia fisica che mentale.

Tre. Metti per iscritto i tuoi problemi. Questo ti aiuta a oggettivarli e a relativizzarli. E come quando stai sveglio di notte a pensare a un problema e poi, quando arriva il giorno, ti accorgi che tutto ha un’aria più normale e familiare e che quella che nel buio della tua stanza ti pareva una montagna in realtà è solo una collinetta.

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