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Gli italiani malati immaginari. ‘Il cambio di stagione’ è il momento peggiore

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Gli italiani malati immaginari, dicono gli inglesi.

Quando il corrispondente britannico in Italia è a corto di idee, state sicuri che prima o poi tira fuori dalla naftalina il solito pezzo di colore sulle malattie immaginarie degli italiani.

 

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Essere mandato a Roma per un giornalista di lingua inglese è come per un ambasciatore essere inviato, che ne so, in Azerbaigian.

Non è lì che c’è il centro dell’azione e poi i villici non parlano nemmanco inglese (o lo parlano da schifo)…

Sicché che fa il nostro giornalista per sfogarsi un po? Ma è chiaro, essendo britannico e quindi intriso di humour più o meno nero, si mette a sfottere gli italianuzzi (brevilinei, avrebbe aggiunto Gianni Brera)

 

I quali sono sempre un bersaglio facile, anche troppo.

Da che han perso l’impero, i britannici dovranno pure esercitare su qualcuno il loro superiority complex, no?

Noi italioti siamo perfetti alla bisogna, perché offriamo abbondante materiale, e su un piatto d’argento.

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Un argomento sempre verde è per l’appunto i mali che noi italiani associamo al cambio di stagione.

È il famoso, o famigerato, colpo d’aria. Che pare affliggere solo noi, però. Il sospetto di chi scrive è che questi malanni ogni tanto ce li abbiano anche i sudditi di Sua Maestà, solo che da quelle parti sono abituati fin da piccoli a un sano stoicismo.

Insomma: “Keep Calm and Carry On”. Che come motto non vale esattamente “Tengo famiglia”, l’adagio dal sapore spagnolesco che Leo Longanesi (altro giornalista…) proponeva di scrivere sopra il vessillo nazionale.

 

Come che sia, l’ultimo esempio di questo sport nazionale britannico consistente nello sfottere i mediterranei è un articolo a firma Danny Mitzman pubblicato sul sito della BBC.

Si intitola «How to Avoid Getting “Hit by Air” in Italy» e se non altro sfoggia una tesi interessante, per quanto ironica.

E cioè che i britannici non soffrirebbero degli stessi malanni di noi italiani semplicemente perché non sanno nulla di anatomia umana.

Se non sai dove ti fa male di preciso, magari ci fai meno caso…


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